MIA PHOTO FAIR PRESENTA
Il tempo sospeso: Opere di Sergio Scabar
per la prima volta in mostra a Milano
presso 
BAG – Bocconi Art Gallery

UNIVERSITÀ BOCCONI, VIA SARFATTI 25 MILANO
25 GENNAIO – 20 APRILE 2024


MIA Photo Fair è lieta di annunciare l’inaugurazione della mostra “Il tempo sospeso: Opere di Sergio Scabar” dedicata al grande fotografo friulano, ideata da Fabio Castelli e curata da Angela Madesani, che si terrà presso BAG – Bocconi Art Gallery a partire dal 25 gennaio 2024.

La mostra si inserisce nel ricco calendario di iniziative di MIA Photo Fair e presenta gli ultimi lavori del fotografo, con immagini inedite provenienti dalla famiglia dell’artista e da collezioni private.

Sono tutti pezzi unici – commenta Angela Madesani curatrice della mostra – un’ unicità espressa anche dalla cornice, che attribuisce di volta in volta un senso diverso alle cose. Sono opere che richiedono un tempo lungo di visione, in contrasto con il consumismo visivo sempre più diffuso dei nostri giorni”.

Come afferma Fabio Castelli, ideatore e curatore del progetto, la scelta di questo artista vuole ricordare l’intento espresso nel concept delle mostre in Bocconi di presentare autori italiani e stranieri di livello internazionale, relativamente meno conosciuti in Italia e a Milano in particolare.

L’esposizione sarà aperta dal 25 gennaio fino al 20 aprile 2024, visitabile gratuitamente dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 20.00 e il sabato dalle 10.00 alle 18.00 presso Università Bocconi, Via Sarfatti 25, 20136 Milano – piano seminterrato.

Sergio Scabar, Silenzi di luce. Memorie di cose fotografiche n.3, 2007, 32 x 41 cm. Stampa alchemica ai sali d’argento su carta baritata, esemplare unico, collezione privata


SERGIO SCABAR. NOTE BIOGRAFICHE

Sergio Scabar è nato a Ronchi dei Legionari (Gorizia) nel 1946, dove ha vissuto e lavorato fino alla sua morte avvenuta nel 2019. Cominciò ad interessarsi alla fotografia nel 1964. Dal 1966 al 1974 ha partecipato saltuariamente a concorsi nazionali ed internazionali utilizzando la fotografia soprattutto con finalità di racconto e reportage. Successivamente, negli anni ’80, il suo lavoro prese una svolta sostanziale, la figura umana uscì dai dai suoi lavori ed il suo interesse si concentrò sulla natura, sublimando l’aspetto materiale e concettuale. Col lavoro “Il Teatro delle cose” nel 1996, iniziò ad utilizzare una stampa alchemica ai sali d’argento “unico esemplare”. Il metodo di lavoro artigianale emerse maggiormente rispetto alle opere precedenti.

Dal lunedì al venerdì: ore 9.00-20.00 / sabato: ore 10.00-18.00 Ingresso libero e gratuito

 

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