Artist
Studio Masiero

Marcello Vigoni, Giù il sipario, 2019

stampa ai sali d'argento su carta baritata / gelatin silver print on baryta paper
Dimensioni / Size: 22x22
Edizione / Edition: ed. 9

Tutti noi abbiamo l’onore di vivere all’ombra di montagne che tutto il mondo ci invidia ed è nostro dovere tutelarle e preservarle, per consegnarle così come le abbiamo trovate alle future generazioni
Piano piano, ma neanche così tanto e comunque inarrestabilmente consumiamo, trasformando radicalmente, i luoghi in cui viviamo.
Le drammatiche conseguenze di questo consumo eccessivo e continuato oramai sono sotto gli occhi di tutti, ma nonostante questo continuiamo a progettare e a promuovere nuovi interventi in quei pochi territori oggi rimasti incontaminati e quindi, disponibili.
L’alpe Devero è uno di questi, luogo magico a pochi km da Milano dove il tempo sembra essersi fermato al 1700, quando automobili e industrializzazione non erano temi conosciuti.
Oggi protetta per il valore naturalistico e paesaggistico, situata ai confini del Parco Naturale Veglia Devero, l’Alpe Devero da diverso tempo è oggetto di interesse da parte di investitori privati che progettano nuove speculazioni invasive che rischiano di incrinare lo stabile rapporto che lega uomo e natura in territori da poco riscoperti per un turismo nuovo e consapevole definito dolce.
Nel corso di due anni (2018 e 2019) ho girovagato tra gli incantevoli luoghi dell’Alpe Devero, respirandone a pieni polmoni il senso di benessere e libertà, interrogandomi su come l’aspetto di vallate, laghi e declivi boschivi sarebbe cambiato a seguito di un intervento di antropizzazione invasiva.
Il risultato sono 30 stampe fotografiche realizzate ai sali d’argento su carta baritata dove ho provato ad immaginare cosa resterà di questi faraonici interventi quando la neve per le piste da sci non ci sarà più, come tanti studi sostengono.
Tante piccole cattedrali nel deserto, dettagli dimenticati di un passaggio veloce e superficiale di un umanità che, proprio come qualsiasi animale, non riesce a controllare il proprio istinto predatorio davanti ad un boccone appetitoso, dal prezzo tuttavia troppo salato, a carico di chi verrà domani.
Cicatrici che i sogni troppo grandi dell’uomo lasciano irreparabilmente sulla natura.
PROJECT AWARDS
2020 – Winner Analog / Film-Fine Art International Photography Awards – IPA
2020 – Finalist 14° Arte Laguna Prize
2020 – Serie Commended Creative Photo Awards – SIPA
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We all have the honor of living in the shadow of mountains that the whole world envies us and it is our duty to protect and preserve them, to deliver them as we found them to future generations
Slowly, but not so much and in any case we unstoppably consume, radically transforming, the places in which we live.
The dramatic consequences of this excessive and continued consumption are now there for everyone to see, but despite this we continue to plan and promote new interventions in those few areas that today remain uncontaminated and therefore available.
Alpe Devero is one of these, a magical place a few kilometers from Milan where time seems to have stopped in 1700, when cars and industrialization were not known themes.
Today protected for its naturalistic and landscape value, located on the borders of the Veglia Devero Natural Park, Alpe Devero has for some time been the object of interest from private investors who are planning new invasive speculations that risk cracking the stable relationship that binds man and nature in recently rediscovered territories for a new and conscious tourism defined as sweet.
Over the course of two years (2018 and 2019) I wandered through the enchanting places of Alpe Devero, breathing deeply the sense of well-being and freedom, wondering how the appearance of valleys, lakes and wooded slopes would change as a result of an invasive anthropization intervention.
The result is 30 photographic prints made with silver salts on baryta paper where I tried to imagine what will remain of these pharaonic interventions when the snow for the ski slopes will no longer be there, as so many studies claim.
Many small cathedrals in the desert, forgotten details of a quick and superficial passage of a humanity that, just like any animal, cannot control its predatory instinct in front of an appetizing bite, with a too salty price, at the expense of those who come tomorrow .
Scars that man's too big dreams leave irreparably on nature.
PROJECT AWARDS
2020 - Winner Analog / Film-Fine Art International Photography Awards - IPA
2020 - Finalist 14th Arte Laguna Prize
2020 - Commended Creative Photo Awards Series - SIPA


Marcello Vigoni

Italia / Italy
https://www.marcellovigoni.it


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