Artist
Galleria Blanchaert

Giulio Cerocchi, Il silenzio della parola, il rumore della carta, 2016

Contaminazione - Tridimensionalità / Stampa Inchiostro a Pigmento - Stampa su Carta Prestige 230g/m2 su Dibond
Dimensioni / Size: cm. 136 x 211
Edizione / Edition: 2/3

Il silenzio della parola, il rumore della carta costituisce un attraversamento visivo nelle scelte letterarie che hanno formato l’autore, giorno dopo giorno. Poeti, scrittori, filosofi, saggisti, tutti grandi della letteratura italiana e internazionale che il fotografo milanese Giulio Cerocchi ha scelto e letto nel corso della vita, e che ora ha scelto (di nuovo) e fotografato, ma non interpretando banalmente le loro opere letterarie, piuttosto “catalogandole” mentalmente e visivamente per una ragione più alta. Infatti, Cerocchi fotografa le costole dei suoi libri disposti su una mensola bianca e illuminati con una luce diffusa. Lo scenario è essenziale, lineare, l’inquadratura minimalista. Solo uno dei titoli, quello più importante e uno per ciascun ripiano, sbuca dal livello bidimensionale, quale risultato di un’ulteriore ed ennesima preferenza o, più semplicemente, di una gratitudine manifesta.

“Un giorno nella disposizione dei volumi della mia libreria ne ho notato uno fuori posto”, osserva Cerocchi, “non era allineato agli altri, fuoriusciva come se qualcuno fosse in procinto di estrarlo. Ero reduce da un altro lavoro intitolato Coesistenze Pacifiche nel quale avevo inserito un elemento tridimensionale, così il disordine intravisto nella mia libreria scaturito casualmente da un concetto di ordine, ha stimolato l’idea di trasformarlo in un lavoro fotografico: volevo raccontare una nuova storia”.
Nel nuovo progetto di Giulio Cerocchi lo spazio nell’immagine è volutamente privo di qualsivoglia pulsione viscerale, infatti la rappresentazione è estremamente oggettiva (visione frontale, proporzioni reali…) se non fosse per un unico, fondamentale “dettaglio” che in tale contesto assume il ruolo di attivatore emozionale, scavalcando persino l’identità dell’autore. Quei due centimetri di libro – vero e nell’edizione originale letta a suo tempo dall’autore – che sporgono dalla fotografia proprio dove il libro realmente si troverebbe collocato sulla mensola, e quindi in proporzione con le dimensioni degli altri testi, rappresentano una piccola rivoluzione concettuale, raffigurando una sorta di realtà aumentata ante litteram.
Vedere tridimensionalmente proprio quel titolo e non altri amplifica la curiosità, l’interesse e magari anche la probabilità di scegliere la nostra prossima lettura.
La costola di un libro ha un ruolo non da poco concettualmente parlando (ma anche praticamente). Essa infatti, svolge una funzione centrale per la fruibilità complessiva del volume: tiene insieme le parti, protegge la rilegatura, offre un’informazione preziosa sui contenuti del libro, fissa ogni elemento, ossia le pagine – e quindi anche le parole stampate – e la copertina, vale a dire forma e contenuto che costituiscono il libro stesso.


Giulio Cerocchi

Grosseto / Italia
http://www.giuliocerocchi.net/new/


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