Artist

Emilia Faro, PINK FLOWER, 2020

vegetale,resina, sabbia vulcanica, gesso, acquerello / vegetable, resin, volcanic sand, chalk, watercolor
Dimensioni / Size: N/A
Edizione / Edition: Unique
Courtesy: The Artist


Emilia Faro

Italia / Italy
https://www.emiliafaro.com

Il percorso artistico di Emilia Faro vanta una confluenza di accenni di esperienza di vita personale riguardanti temi come la liberazione e la libertà e riflessioni più generali sulla condizione dell'uomo moderno e il suo rapporto con l'ambiente, l'Infinito e la Natura.
L'arte di Emilia Faro è pura e profondamente umana. Rappresenta gli istinti primari nella loro apparizione, ambivalenza, conflitti e sublimazione, ma soprattutto nella loro evoluzione. Il piacere e il dolore, Eros e Thanatos, che appartengono alla vita, sono rappresentati con naturalezza e dignità.
Bruttezza, pericolo e aggressività sono sempre in agguato, dietro le quinte: ostacoli, minacce e nemici da combattere e superare.
L'artista si mette a nudo con coraggio, mettendosi in mostra. Non propone una visione malamente dolce dell'esistenza. Il percorso di emancipazione autoterapica, che è presente nel processo creativo, trascende i fatti autobiografici, elevandosi all'epopea universale, creando un'odissea trasversale contagiosa e commovente, che coinvolge e travolge lo spettatore.
La natura, presente nelle sculture, è materna e complice. Protegge, purifica, salva e aiuta.
La ricerca di leggerezza, liberazione, trasformazione ed emancipazione dell'identità in fase di cambiamento è cruciale. La crisi, collegata al conflitto, si risolve progressivamente, attraverso l'ardua conquista di un equilibrio esistenziale, nel processo di adattamento alla realtà interna ed esterna.
Posizionare le figure in uno spazio quasi surreale e la scelta di un intervallo di tempo rallentato attivano un processo meditativo che libera, si prende cura, eleva e ti porta all'estasi.
Le creature rappresentate dall'Emilia, umane e non, sono protagoniste di brevi e intense esperienze magiche, simbolo di profondi cambiamenti. Sono statue, forme, manichini, modelli inanimati, elementi vegetali, esseri virtuali pieni di bellezza e mistero. Conquistano la vita attraverso la resistenza, il coraggio, la determinazione, la possibilità di abbandonare se stessi e gli altri e di lasciar andare se stessi e gli altri. Diventano umani, più di questo: mistici, sciamanistici e terapeutici.
Le loro vulnerabilità sono potenzialità e risorse.
Il deserto da cui sono partiti all'inizio di una storia si trasforma in un giardino floreale, l'Eden, dove la vita trionfa sulla morte.

Emilia Faro's artistic path boasts a confluence of hints of personal life experience regarding themes like deliverance and Liberty and more general reflections on the condition of modern man and his relationship with the environment, the Infinite and Nature.

Emilia Faro’s art is pure and profoundly human. It represents the primary instincts in their emergence, ambivalence, conflicts and sublimation, but most of all in their evolution. The pleasure and the pain, Eros and Thanatos, which belong to life, are represented with naturalness and dignity.
Ugliness, danger and aggressiveness are always lying in wait, behind the scenes: obstacles, threats, and enemies to fight and overcome.
The artist lays herself bare with courage, putting herself on show. She does not propose a sickly sweet vision of existence. The path of self- therapeutic emancipation, which is present in the creative process, transcends autobiographical facts, raising itself up to universal epic, creating a contagious, moving transverse odyssey, which involves and overwhelms the spectator.
Nature, present in the sculptures, is maternal and complicit. It protects, purifies, saves and assists.
The quest for lightness, liberation, transformation and emancipation of identity undergoing change are crucial. Crisis, linked to conflict, is resolved progressively, through the arduous conquest of an existential equilibrium, in the process of adapting to inner and outer reality.
Setting the figures in an almost surreal space and the choice of a slowed-down time frame activate a meditative process that liberates, cares, elevates and takes you to ecstasy.
The creatures represented by Emilia, human and not, are protagonists of brief and intense magical experiences, symbolic of profound changes. They are statues, shapes, mannequins, inanimate models, vegetal elements, virtual beings full of beauty and mystery. They conquer life through resistance, courage, determination, the possibility of abandoning themselves and others, and of letting themselves and others go. They become human, more than that: mystical, shamanistic and therapeutic.
Their vulnerabilities are potentialities and resources.
The desert they set off from at the start of a story is transformed into a floral garden, Eden, where life triumphs over death.