Artista, MIA Fair 2023 @ La Portineria – progetti arte contemporanea

Nava Derakhshani, Gordāfarīd's Sword, 2020

Courtesy: L'artista

Foto digitale
Digital Photo
Dimensioni / Size: 50x70 cm
Edizione / Edition: 1/5
Prezzo / Price: 300

Nata da genitori iraniani in esilio, sono cresciuta con racconti di donne forti, nel corso della mia storia personale, religiosa e politica. Dalla famigerata poetessa Tahirih, nell'Ottocento, che si svelò coraggiosamente in un incontro pubblico, sostenendo il diritto delle donne a essere membri liberi e uguali della società, all'attuale avvocato per i diritti umani Nasrin Sotoudeh, che sfida la pena di morte. Anche nella mitologia persiana le donne sono rappresentate come figure determinate, che modificano la storia con la loro arguzia e passione. Il mio lavoro si pone alla luce di queste donne iraniane, ispirandosi alla loro forte determinazione nel difendere ciò in cui credono, nonostante le conseguenze: l'esecuzione come è stato il destino di Tahirih e l'ingiusta incarcerazione di Nasrin.
Il mio lavoro si ispira non solo a grandi atti eroici, ma anche alle ribellioni quotidiane che le donne iraniane esprimono oggi. Ne sono testimone attraverso i social media e i racconti di familiari e amici iraniani. Piccoli gesti come truccarsi o spingere indietro il ru-sari per mostrare sempre più capelli sono tutti atti di ribellione radicale che in Iran sono soggetti a sanzioni notevoli. Il mio lavoro si ispira anche a movimenti come "My Stealthy Freedom", "Men in Hijab" e "White Wednesday", in cui le donne si tolgono il velo in atti di ribellione o gli uomini lo indossano in atti di alleanza.
Basato su una ricerca in corso, questo lavoro è uno scavo profondamente personale nelle sfumature della mia identità culturale, che genera un commento visivo sulla femminilità persiana, facendo riferimento all'arte, alla cultura e ai discorsi iraniani. Uso ritratti e collage in combinazione per scavare negli strati delle sfumature politiche e culturali della femminilità iraniana, inquadrata in contesti di liberazione, espressione e controllo. Mi chiedo come questo abbia influenzato la mia idea del sé, pur vivendo in una parte del mondo molto diversa.

Born to Iranian parents in exile, I grew up with tales of strong women in my personal, religious, and political histories. From the infamous poet Tahirih, of the 1800’s who boldly unveiled herself in a public gathering, standing for the rights of women to be free and equal members of society, to present day human rights lawyer Nasrin Sotoudeh, defying the death penalty. In Persian mythology too, women are depicted as determined figures, altering histories with their wit and passion. My work stands in the light of Iranian women, inspired by their fierce determination to stand for what they believe in, despite the consequences: execution as was the fate for Tahirih and unjust incarceration for Nasrin.

My work is inspired not only by grand heroic acts, but also by everyday rebellions that Iranian women are expressing today. I witness these through social media and through stories from family and friends from Iran. Small acts of wearing makeup and pushing the ru-sari back to show more and more hair, are all acts of radical revolt which have notable penalties in Iran. My work is also inspired by movements such as “My Stealthy Freedom”, “Men in Hijab” and “White Wednesday” where women remove their veils in acts of rebellion, or where men put them on in acts of allyship.
Based on ongoing research, this work is a deeply personal delve into the nuances of my cultural identity, generating a visual commentary on Persian womanhood, referencing Iranian art, culture, and discourses. I use portraits and collages in combination to delve into the layers of the political and cultural nuances of Iranian femininity, framed within contexts of liberation, expression, and control. I ask, how has this affected my idea of self and expression today, while living in a vastly different part of the world.


Nava Derakhshani

Iran @ Iran
https://navaderakhshani.com/

Nava Derakhshani è un'artista è un'artista multidisciplinare, di base a New York. Nata in Eswatini da genitori iraniani, il suo lavoro esplora i temi della migrazione, dell'identità, dell'appartenenza, del genere e dell'ambiente naturale. Ha conseguito una laurea in architettura presso l'Università di Città del Capo. In seguito, un master in sviluppo sostenibile l'ha portata nell'Etiopia rurale, dove ha utilizzato la fotografia e le storie orali per esplorare i legami spirituali con l'agricoltura e la conservazione. Si è laureata nel 2020 in New Media Narratives all'International Center for Photography. Lì ha rivolto l'obiettivo verso se stessa, esplorando la sua identità ibrida attraverso la fotografia, il video e il collage. La sua pratica è influenzata dalla sua esperienza nel campo delle case ecologiche a basso costo e della progettazione urbana, nonché dal suo lavoro con le ONG e nel campo dei diritti umani, della giustizia sociale e della sostenibilità.
I suoi lavori sono stati pubblicati, tra gli altri, alla Johannesburg International Art Fair, alla sede della FAO di Roma, al Cape Town Queer Feminist Film Festival, al Washington Post, a Lensscratch e alla rivista Aint-Bad. Il suo podcast sui migranti iraniani in Africa è stato selezionato per la borsa di studio internazionale NPR Google Podcast. È membro dell'Authority Collective e dell'agenzia fotografica Native e il suo lavoro è stato presentato al 2022 Environmental Photography Festival in Germania.

COLLECTION MIA 2023

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Nava Derakhshani, Gordāfarīd's Sword, 2020








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