Artista
Galleria Giampaolo Abbondio

Nan Goldin, C in the club, Bangkok, 1992, 1992

C-print / Cibachrome print
Dimensioni / Size: 70 × 102 cm
Edizione / Edition: 5/25
Courtesy: Courtesy Galleria Giampaolo Abbondio


Nan Goldin

Stati Uniti / United States
https://www.instagram.com/nangoldinstudio/

Nan Goldin (Washington, USA, 1953) è una fotografa americana nota per la sua collezione di scatti raccolti nel corso della vita, che descrivono un mondo vissuto prevalentemente a New York all’insegna di vizi e trasgressioni come sesso, alcol e tossicodipendenza. Le fotografie di Goldin sono istantanee che ritraggono persone e situazioni che l’artista ha conosciuto e vissuto in prima persona, e che spaziano dall’ambiente intimo di una camera d’albergo a quello pubblico e sociale di feste ed eventi mondani, sempre con uno sguardo molto profondo sulla femminilità, sul corpo e sui rapporti umani e interpersonali.
Nella produzione di Nan Goldin, alle classiche ambientazioni delle stanze in penombra, riempite dalla presenza quasi pittorica di personaggi femminili rannicchiati nel sonno o cristallizzati in silenziose pose hopperiane, si alterna il genere ritrattistico. Numerosissimi gli autoritratti, spesso polarizzati dai segni di una violenza, da sguardi magnetici, oppure filtrati attraverso uno specchio che evoca il tema del doppio e ulteriormente avvalorati da effetti mossi e sezioni di luce di grande fascino.
Nan Goldin è considerata ancora oggi una delle artiste maggiormente risonanti nell’ambito della fotografia contemporanea per la sua capacità di catturare tutti i colori della trasgressione, nel privato così come nel racconto di una collettività che amalgama legami, passioni, rapporti e connessioni umane accomunate dal bisogno di fermare il tempo e abbattere stereotipi e barriere fisiche, ideologiche e di genere.

Nan Goldin (Washington, USA, 1953) is an American photographer known for her collection of
photographs taken over the course of her life, which describe a world lived mainly in New York, full of vices and transgressions such as sex, alcohol and drug addiction. Goldin’s photographs are snapshots of people and situations that the artist has known and experienced first-hand, ranging from the intimate environment of a hotel room to the public and social setting of parties and social events, always with a very profound look at femininity, the body and human and interpersonal relationships.
In Nan Goldin’s work, the classic settings of rooms in half-light, filled with the almost pictorial presence of female characters huddled in sleep or crystallised in silent Hopperian poses, alternate with portraits. There are numerous self-portraits, often polarised by the signs of violence, by magnetic gazes, or filtered through a mirror that evokes the theme of the double and further enhanced by blurred effects and sections of light of great charm.
Nan Goldin is still considered one of the most powerful artists in contemporary photography for her ability to capture all the colors of transgression, in her private life as well as in the story of a community that amalgamates ties, passions, relationships and human connections united by the need to stop time and break down stereotypes and physical, ideological and gender barriers.