Artista
Galleria Gaburro

Michele Zaza, Paesaggio segreto, 2005

Stampa fotografica (dittico) / Photographic print (diptych)
Dimensioni / Size: 200 x 100 cm (100 x 100 cm cad.)
Edizione / Edition: Esemplare unico
Courtesy: Galleria Gaburro, Verona-Milano


Michele Zaza

Italia / Italy

MICHELE ZAZA
Biografia
Michele Zaza (Molfetta, 1948) frequenta il corso di scultura di Marino Marini presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove consegue il diploma nel 1971. Si dedica fin da subito a una ricerca espressiva condotta attraverso il mezzo fotografico e già a partire dai primi anni ’70 fa parte della scena artistica internazionale.
La sua ricerca inizia con il ciclo Cristologia, presentato, nel 1972, alla galleria Diagramma/Inga-Pin di Milano. Nel 1973 crea un nucleo di opere intitolato Dissidenza Ignota, esposto da Marilena Bonomo a Bari. Nell’opera principale è rappresentata la madre dell’artista che sta per addormentarsi, tra una pistola poggiata su un cumulo di ovatta e una sequenza di immagini di lei in diversi momenti di vita quotidiana.
Nel 1974, lavori intitolati Naufragio euforico evidenziano l’aspetto contraddittorio della libertà sotto forma di un percorso “a senso unico”. Segue nel 1975 il ciclo Mimesi, esposto da Massimo Minini a Brescia e da Annemarie Verna a Zurigo. Esistenza e assenza, condizione umana e operare artistico sono a confronto. Dal 1976 l’irreale non è in antinomia al reale, ma anzi costituisce una realtà in divenire, fatta di curiosi paesaggi di terra e di ovatta, abitati da piccoli oggetti di carta somiglianti a macchine volanti. Nella serie intitolata Anamnesi i personaggi sembrano agire nella dimensione del sogno, nutrendosi di molliche di pane. Sempre nel 1976 Zaza realizza il ciclo Universo Estraneo da Lucio Amelio a Napoli, e poi Fantasia Privata da Yvon Lambert a Parigi. Nel 1977 è a New York, dove espone con Giulio Paolini al Fine Arts Building.
Invece nel 1978 crea opere intitolate Racconto celeste, dove analizza l’incorporeo. Il colore blu della parete cosparsa di stelle-molliche è un cielo che avvolge i volti del padre e della madre. Lo spazio abitativo diviene “spazio celeste”.
Nel 1980, da Leo Castelli a New York, Zaza espone Neo-Terrestre. Nello stesso anno Zaza è invitato alla Biennale di Venezia con una sala personale. Successivamente, nel 1981 è a Parigi con una mostra antologica al Musée d’art moderne de la Ville de Paris. Mentre a Ginevra, al Cabinet des estampes du Musée d’art et d’histoire nel 1991, e a Mosca nel 1996 presso lo Shchusev Architecture Museum con una serie di nuovi lavori ispirati a Hölderlin. Tra le collettive, nel 1977 e nel 1982 partecipa alla Documenta di Kassel, nel 1975 alla Biennale di Parigi e nel 1977 alla XIV Biennale di São Paulo.
Negli anni ‘80 Zaza espone a Parigi, al Centre Pompidou, e alla Nationalgalerie di Berlino, e inizia ad inserire nelle sue opere elementi scultorei, come Paesaggio in cui appaiono accanto alle fotografie delle forme tridimensionali. Significativa è la tappa di Cielo Abitato.
Nelle opere degli anni ’90 Zaza compie una trasfigurazione dei volti attraverso delle campiture di colore che mettono in evidenza dei punti focali quali la fronte, il naso, le mani, che sottendono alle funzioni vitali.
L’artista è come un “viaggiatore” che procede in direzione delle proprie origini, in un “ritorno verso se stesso”. Opere quali il Centro del Viaggiatore, Cercatemi altrove, Paesaggio segreto, Corpo magico, stabiliscono uno scambio fra l’intimità umana e il cosmo, attraverso sculture di cartone e ovatta con cui l’artista reinventa il proprio corpo avvolto da effetti di luce. Zaza escogita uno scenario segreto, elaborato a partire da elementi del quotidiano (molliche, ovatta, cuscini) e da presenze scultoree. Spesso il volto, sia maschile che femminile, viene dipinto con colori riferiti alla terra e al cielo – il marrone, il blu, il bianco: da Rivelazione segreta e Corpo segreto (2005) a Paesaggio magico e Orizzonte segreto (2006), oppure Io sono il paesaggio (2007).
Zaza espone al Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea di Roma e al Musée d’Art Moderne et Contemporain di Ginevra. Le sue opere sono conservate presso varie collezioni pubbliche, tra cui la Fondation Emanuel Hoffmann di Basilea, l’Hamburger Bahnhof-Museum für Gegen­wart (Berlino), il Walker Art Center (Minneapolis), il Kunsthaus (Zurigo) Cabinet des Estampes du Musée d’Art et d’Histoire (Ginevra), Musée de Grenoble (Grenoble), Museo Cantonale d’Arte (Lugano), Centre Georges Pompidou – Musée National d’Art Moderne (Parigi), Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (Parigi), Fonds National d’Art Contemporain (Parigi), Fonds Régional d’Art Contemporain Champagne-Ardenne (Reims), Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (Roma), Musée d’Art Moderne (Saint-Etienne), Graphische Sammlung – Staatsgalerie, Collezione Rolf H. Krauss (Stoccarda), Tehran Museum of Contemporary Art (Teheran), Musée d’Art (Toulon).