Artista
Galleria Gaburro

Macoto Murayama, Gerbera 2-bc-1, 2020

Stampa a getto d'inchiostro / Ink-jet print
Dimensioni / Size: 100 x 100 cm
Edizione / Edition: Edizione di 8
Courtesy: Galleria Gaburro, Verona-Milano

Quest’opera di Macoto Murayama fa parte della serie Botech Art, (fusione di arte botanica e tecnologia), in cui l’artista giapponese riproduce astrazioni di fiori artificiali inesistenti in natura, ma frutto della sua immaginazione e sensibilità culturale.


Macoto Murayama

Giappone / Japan

Macoto Murayama (Kanagawa, 1984) è un artista giapponese che coltiva una “flora inorganica” da lui concepita.
Le sue immagini straordinarie sono create dissezionando fiori reali con il bisturi e studiandoli sotto la lente del microscopio. I suoi disegni sono poi modellati utilizzando 3ds Max (3DCG software), successivamente le parti separate del fiore vengono “renderizzate” per crearne una composizione in 2D usando Adobe Photoshop. Infine l’artista appone all’immagine le misure, il nome delle parti, la scala, il nome scientifico etc. prima di stampare ed incorniciare il risultato.

L’opera risultante non è solamente l’immagine di un fiore, ma la rappresentazione del potere dell’intelletto e dei suoi elaborati strumenti, utilizzati per indagare la natura. La trasparenza di questi lavori non si riferisce unicamente ai lucidi petali del fiore, ma all’ambiziosa, romantica ed utopica lotta della scienza di riuscire a vedere e rappresentare il mondo come un oggetto trasparente (completamente visibile, interamente compreso). Paradossalmente, questa sfida scientifica di misurare l’Universo potrebbe essere una delle fonti da cui l’arte di Murayama trae la sua forza fantasiosa e un sentore di romanticismo, divenendo parte integrante della Botech Art, simbiosi tra arte botanica e tecnologia.

Macoto Murayama si è laureato in Spatial Design alla Miyagi University nel 2007, dal 2009 al 2010 è stato ricercatore presso il dipartimento di Media Expression dello IAMAS (Institute of Advanced Media Art and Sciences) di Ogaki.

Macoto Murayama (Kanagawa, 1984) is a Japanese artist who cultivates “inorganic flora” conceived by him.

His extraordinary images are created dissecting real flowers with scalpel and by studying them under the microscope. His drawings are then modeled using 3ds Max (3DCG software), subsequently the separate parts of the flower are “rendered” in order to create a composition in 2D using Adobe Photoshop.
lastly the artist affixes the measurements on the image, the name of the different parts, the scale, the scientific name etc. right before printing and framing the final result.

The resulting artwork it’s not only the image of a flower, but the representation of the of the intellect’s power and its elaborate tools for scrutinizing nature. The transparency of this work refers not only to the lucid petals of a flower, but to the ambitious, romantic and utopian struggle of science to see and present the world as transparent (completely seen, entirely grasped) object. Paradoxically, this scientific challenge to measure the Universe might eventually become one of the sources where art of Murayama draws its strength of fantasy and odor of romanticism, becoming a part of Botech Art, symbiosis of Botanical Art and Technology.

Macoto Murayama graduated in Spatial Design at Miyagi University in 2007, from 2009 until 2010 he worked as researcher at Media Expression Department of the IAMAS (Institute of Advanced Media Art and Sciences) in Ogaki.



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