Artista, MIA Fair 2022 @ Paola Sosio Contemporary Art

Luciano Romano, Ex - Novo, 2022

Courtesy: Paola Sosio Contemporary Art

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Dimensioni / Size: cm 107 x 80
Edizione / Edition: 5 + 2 p.a.

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Le immagini di Luciano Romano intendono interpretare, attraverso una forma di meta-rappresentazione teatrale, i sentimenti di solidarietà ed empatia dei quali dobbiamo farci carico in un momento storico tumultuoso che, per ricorsi storici, esodi, epidemie, conflitti, sembra richiamare il Secolo di Furore che vide nascere le creazioni del Pio Monte della Misericordia.

"Se è vero, come sosteneva Gilles Deleuze, che "Ogni opera riassume e contiene in sé tutta l’arte che l’ha preceduta", questi scatti sono connotati da una forza plastica e compositiva quasi tridimensionale nel parallelismo con i dipinti da cui il fotografo trae ispirazione. Siamo di fronte alla drammaticità del segno che rimane immutata nel tempo: i protagonisti di queste immagini si manifestano come oracoli della visione inversi, si rivolgono a noi, aprono dei quesiti, ci interrogano, ci chiedono aiuto, ci domandano di sostare in un attimo di sospensione temporale.
Ci invitano a pensare che, forse, bisognerebbe ricominciare a vedere, a sentire ad agire con maggiore attenzione e senso di responsabilità, analizzando con un nuovo sguardo l’enigmaticità degli archetipi dell’inconscio collettivo.
Ci suggeriscono che bisognerebbe finalmente smettere di pensare che l’orrore e la violenza, in tutte le innumerevoli evidenze fenomeniche, siano accadimenti naturali ed inevitabili; in realtà sono sempre frutto di una scelta.
L’azione di Luciano Romano muove quindi un’istanza politica, che implica una potente componente etica, indagando alcuni punti nodali dell’iconografia storico artistica occidentale.
Un invito a considerare i segni, i significati ed i valori indagati, per riformulare, a partire da azioni responsabili e consapevoli, nuove mappe di coesistenza possibili. Ex Novo." (Marina Guida)

Salta agli occhi la reazione dei personaggi alla violenza, manifesta e latente. Mentre nei dipinti di riferimento vi è una lettura esplicita del terrore, quello che colpisce in queste immagini è la rassegnazione, la pacatezza di un dolore avvertito, ma incapace di emergere in superfice.

Un dolore soffocato che cede il passo alla perfezione della composizione, così come appare chiaro nella fotografia desunta dall’opera Perseo e la Medusa di Luca Giordano conservata al Museo di Capodimonte a Napoli, nella quale il protagonista (l’attore Filippo Scotti , protagonista dell’ultimo film di Paolo Sorrentino) è pervaso da un senso di smarrimento infinito: qualcosa di sconvolgente sta per accadere, ma lo scatto si ferma sulla soglia del divenire, non un momento prima, non un momento dopo, lasciando a noi il compito di immaginare il compimento dell’azione.

Così come accade nella fotografia che trae ispirazione dall’opera del 1646 San Gennaro che esce illeso dalla fornace di Jusepe de Ribera, conservata nella Cappella del Tesoro di San Gennaro nel Duomo di Napoli, nella quale una giovane donna appare nuda e indifesa tra altri corpi in un intrico di gesti concitati, come a voler parare con le mani un senso di incombente, ineluttabile minaccia.
Si tratta di un’immagine ambigua, in bilico tra l’algida gestualità e il calore dei corpi, che fa ampio ricorso alla stilizzazione del linguaggio coreografico contemporaneo.


Luciano Romano

Italia @ Italy
https://www.lucianoromano.com/

Luciano Romano inizia a fotografare, ancora studente, al Teatro di San Carlo nella sua città natale, Napoli. L’esperienza teatrale e l’attitudine compositiva coltivata nel corso degli studi di Architettura lo portano ben presto a sviluppare uno stile personale che tende a mettere in scena il soggetto rappresentato anziché limitarsi a documentarne una possibile condizione oggettiva.
Dal 2001 si dedica a un appassionato lavoro di ricerc: le sue immagini appaiono immerse in
un’atmosfera metafisica che le fa apparire come sospese nel tempo e nello spazio, sempre
agganciate alla realtà visibile ma allo stesso tempo tendenti a qualcosa di trascendente ed
assoluto. Nel 2003 è tra gli assegnatari del Premio Atlante Italiano003, conferito dal Ministero dei Beni Culturali in collaborazione con la Triennale di Milano. Ha esposto alla X Biennale Architettura di Venezia (Workscape, 2006) e nel 2007 ottiene la nomination al Prix BMW - Paris Photo
(Parigi, Carrousel du Louvre). Partecipa a numerose esposizioni tra le quali: Italy of The Cities
con Peter Greenaway all’Expo di Shanghai 2010, Fotografia Europea 2011, Photobiennale
2014 di Mosca a cura di Olga Sviblova, Sconfinamenti#3 al 58° Festival dei Due Mondi di Spoleto
a cura di Achille Bonito Oliva (2015).
A ottobre 2018 viene presentato alla National Portrait Gallery di Londra il ritratto del premio Nobel
Malala Yousafzai commissionato per la collezione all’artista e regista Shirin Neshat e basato su
uno scatto da lui eseguito. Di particolare interesse sono le sue installazioni pubbliche permanenti,
come quella del 2013 per la stazione Toledo - Montecalvario della Metropolitana dell’Arte di Napoli,
per la quale l’artista Shirin Nesh at si è avvalsa di nove grandi ritratti eseguiti da Luciano Romano, e quella del 2019 nella stazione di Scampia dal titolo Song ‘e mare: “Quattordici fotografie di musicisti e cantanti napoletani a figura intera, posti lungo la linea dell’orizzonte, fra mare e cielo, mentre fanno un passo avanti in una costante dinamica tra scena e retroscena, luce e ombra, colto e popolare, ricordo e intuizione.” (Andrea Viliani, 2019).
I suoi lavori incentrati sulla rappresentazione dello spazio sono conservati in numerose raccolte
pubbliche e private, quali il Museo MAXXI a Roma, la Robert Rauschenberg Foundation e il
Watermill Center a New York, il Museo Madre a Napoli, ICCD a Roma.
Luciano Romano è finalista degli Hasselblad Masters 2021

COLLECTION MIA 2022

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Luciano Romano, Ex - Novo, 2022








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