Artista
Galleria Giampaolo Abbondio

Lisetta Carmi, La Morena - Dalla serie "I travestiti", Anni '60 (stampa anni '70)

Stampa alla gelatina d'argento / Gelatin silver print
Dimensioni / Size: 40x30cm
Edizione / Edition: -
Courtesy: Galleria Giampaolo Abbondio


Lisetta Carmi

Italia / Italy

Lisetta Carmi nasce nel 1924 a Genova da una famiglia borghese di origine ebraica. La sua carriera si articola in diversi momenti di creazione artistica: dalla musica alla fotografia, alla calligrafia orientale, sino alla diffusione delle pratiche meditative del maestro indiano Babaji.
Dopo gli studi di musica frammentati tra i Conservatori di Genova, Zurigo e Milano, dove si laurea infine in pianoforte nel 1946, per diversi anni porta avanti l’attività di concertista in giro per il mondo ottenendo recensioni positive pubblicate in prestigiosi giornali internazionali.
Il 30 giugno 1960 decide di aderire allo sciopero di protesta indetto dalla Camera del Lavoro di Genova, andando incontro al rischio di subire lesioni permanenti e quindi di non poter più suonare. È allora che Lisetta Carmi si avvicina alla fotografia, trovando nel fotografo svizzero Kurt Blum un mentore che la avvia alla stampa e allo sviluppo di quella tecnica che la Carmi sfrutterà durante tutto il suo percorso da fotografa: l'uso della fotografia come "strumento per la ricerca di verità".
Nel corso della sua lunga carriera è stata fotografa di scena al Teatro Duse di Bologna e si è dedicata al reportage sociale e di viaggio, oltre che a numerosi progetti realizzati in collaborazione con il Comune di Genova e altre istituzioni locali del territorio genovese.
Il 31 dicembre, grazie a Mauro Gasperini, Lisetta Carmi incontra la comunità di travestiti che occupava l'ex ghetto ebraico di Genova: da qui nasce un vero e proprio legame coltivato attivamente per sei anni, in cui la donna fotografa la realtà di quella comunità. Le foto dei travestiti, inizialmente presentate solo in bianco e nero e in seguito ristampate a colori, testimoniano la forte empatia di Lisetta Carmi verso figure emarginate dalla società, riscontrabile nella maggior parte dei suoi reportage. Le fotografie, accompagnate dai testi delle interviste dello psichiatra Elvio Fachinelli, verranno poi raccolte nel libro "I travestiti" pubblicato nel 1972 da Sergio Donnabella, che fonda appositamente la casa editrice Essedi.

Lisetta Carmi was born in 1924 in Genoa into a middle-class family of Jewish origin. Her career is articulated in different moments of artistic creation: from music to photography, from oriental calligraphy to the diffusion of the meditative practices of the Indian master Babaji.
After studying music at the Conservatories of Genoa, Zurich and Milan, where she finally graduated in piano in 1946, she continued to perform as a concert artist around the world for several years, obtaining positive reviews published in prestigious international newspapers.
On 30th June 1960, she decided to join the protest strike called by the Genoa Chamber of Labour, running the risk of suffering permanent injuries and therefore being unable to play. It was then that Lisetta Carmi approached photography, finding in the Swiss photographer Kurt Blum a mentor who introduced her to printing and to the development of the technique that Carmi would use throughout her career as a photographer: the use of photography as an "instrument for the search for truth".
During her long-lasting career she was a stage photographer at Duse Theatre in Bologna, and devoted herself to social and travel reportage, as well as to numerous projects produced in collaboration with the Municipality of Genoa and other local institutions in the Genoa area.
On 31 December, thanks to Mauro Gasperini, Lisetta Carmi met the community of transvestites that occupied Genoa's former Jewish ghetto: this was the beginning of a real bond that she actively nurtured for six years, during which she photographed the reality of that community. The photos of the transvestites, initially presented only in black and white and later reprinted in colour, testify to Lisetta Carmi's strong empathy for figures marginalised by society, which can be seen in most of her reportages. The photographs, accompanied by texts of interviews by psychiatrist Elvio Fachinelli, were later collected in the book I travestiti published in 1972 by Sergio Donnabella, who specially founded the Essedi publishing house.