Artista
Paola Sosio Contemporary Art

Giulia Marchi, Lalangue, 2018-2020

Stampa giclée, Carta HahnemhulePhotoRagBrightWhite / giclée print on HahnemhulePhotoRagBrightWhit paper
Dimensioni / Size: cm 50x75
Edizione / Edition: Ed. 3+2PA
Courtesy: l'Autore & Paola Sosio Contemporary Art

Lalangue è la lingua primitiva dell’essere umano, quella depositata nell’inconscio e che precede l’alfabeto grammaticale.
Il punto di partenza del lavoro di Giulia Marchi è appunto il concetto lacaniano.
La forma che l’artista ha scelto per sviluppare il progetto, rimanda a strutture primitive, minimali, ed è realizzata mediante l’utilizzo di saponi veri, lavorati e modellati a mano direttamente dall’artista.
I saponi presenti nelle immagini sono realizzati anche in porcellana biscuit, e rispondono fedelmente a misure e colori dei saponi fotografati.


Giulia Marchi

Italia / italy

Giulia Marchi, vive e lavora a Rimini; studia Lettere Classiche all’Università di Bologna.
Ha una formazione artistica di forte impronta letteraria che l’ha portata ad un’espressività che spesso si connota di narrazione, anche quando la forma scelta (spesso la fotografia, ma non solo la fotografia) non rende così immediata la lettura, ma rimanda a successivi accostamenti, come codici che prima ancora di essere decifrati si lasciano interpretare da una sorta di fascinazione, sia per il sapiente uso dei materiali che per la comunicatività dell’immagine, spesso ingannevole alla prima osservazione, ma ugualmente riconducibile alla poetica dell’artista.
Tutto nel processo creativo è connesso, intrecciato, caratterizzato da un’inequivocabile ricerca e da processi di filiazione a volte difficilmente identificabili. Con il suo lavoro ambisce ad una totalità, un’attitudine al sentire l’immagine prima ancora di comprenderla.
Contaminare con diversi materiali i progetti sviluppati è parte integrale del lavoro dell’artista. Che si tratti di marmo, cemento, o superfici specchianti, invece che di porcellana che è il materiale scelto per la declinazione scultorea delle immagini del progetto Lalangue.
Fotografare per Giulia Marchi, richiede conoscenza, studio e comprensione profonda.
Ama citare Italo Calvino, autore che le è molto caro quando dice: “L’occhio non vede cose, ma figure di cose che significano cose” (Le città invisibili).
Tra i tanti progetti realizzati ricordiamo Multiforms, un lavoro dedicato a Mark Rothko e alla sua comprensione e gestione dello spazio pittorico; due fotografie del lavoro e il libro d’artista realizzato dall’editore Danilo Montanari fanno parte della collezione permanente del CaMusAc di Cassino e, “tutto procede con un tempo fortissimo “ lavoro eterogeneo e complesso dedicato al soggiorno torinese del filosofo F. Nietzsche e in particolare ad una singolare rilettura dei “biglietti alla follia” brevi lettere scritte appunto dall’intellettuale tedesco. Il progetto realizzato nel 2018-2019, è stato selezionato per Artissima 2019 ed esposto alla GAM di Torino per “stasi Frenetica “ a cura di Ilaria Bonacossa.
Sue opere fanno parte della collezione permanente del MAXXI Roma, della Collezione Maramotti Reggio Emilia e del CAMUSAC di Cassino per citarne solo alcuni.
E’ finalista e vincitrice di importanti premi indetti da BLN e MIA fair e ArteFiera Bologna.



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