Artista
c|e contemporary

Chantal Michel, Die Raumhaftige 8, 2012

stampa fotografica montata su plexiglass / photographic print on plexiglass
Dimensioni / Size: 20x13
Edizione / Edition: 1/5
Courtesy: c|e contemporary

Chantal Michel, costruisce identità mutanti che traggono dalla sua persona, dal suo corpo, la materia per agire, mostrarsi, provocare, sparire, senza lasciar tracce. L’artista crea un set in cui il tempo si è fermato, in cui il soggetto, in movimento o immobilizzato, entra a far parte di un’ambientazione artificiale, in questo caso claustrofobico.

Chantal Michel builds mutant identities that draw from her person, from her body, the material to act, show, provoke, disappear, without leaving traces. The artist creates a set in which time has stopped, in which the subject, in motion or immobilized, becomes part of an artificial setting, in this case claustrophobic.


Chantal Michel

Svizzera / Switzerland
https://www.chantalmichel.ch

Chantal Michel è nata a Berna nel 1968, città dove vive e lavora.
L’artista opera sull’area dell’azione, della performance, dell’installazione video, della fotografia, in cui è soggetto protagonista. Dal 1989 al 1993 frequenta la classe di ceramica presso il SfGBern, dal 1994 al 1998 compie i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Karlsruhe con il Prof. Harald Klingelh ller. Dichiara un suo interesse particolare per il lavoro di Bruce Naumann.
La sua attitudine feticista si esprime nei confronti degli oggetti di arredo domestico, con cui dialoga, interagisce, si mimetizza, ma raggiunge gli estremi del culto nella collezione di parrucche, dalle molteplici acconciature, e di abiti da sera e da cerimonia, in seta, broccato, organza, lavorati a lustrini, ricami, arabeschi o da giorno con vistosi fiorami da spiaggia o ancora foggia anni Cinquanta/Sessanta.
L’artista è interessata anche alla fissità ipnotico-mimetica dell’immagine fotografica, in rapporto allo scorrimento della banda video, talvolta accelerato in sequenze che velocizzano i movimenti del suo corpo al limite del parossismo e dell’effetto comico/drammatico.
In ogni suo lavoro Chantal Michel mette in scena un gioco dell’assurdo, del travestimento, della regressione infantile, dell’abbandono romantico, della simulazione. Mentre ritrae un panorama di luoghi comuni e condizionamenti sociali, dove l’oggetto e il soggetto umano, femminile in particolare, vengono trattati alla stessa stregua, rivela la miriade di sfaccettature della propria personalità e la messa sotto i riflettori di aspetti rimossi o comunque dissimulati. Dal 1994
al 2001, anno in cui è stata invitata alla 49esima Biennale di Venezia, ha ricevuto premi e borse di studio da Fondazioni, Istituti Culturali di Banche, Festival Internazionali di video (Locarno e Ginevra).

Chantal Michel was born in Bern in 1968, the city where she lives and works.
The artist works on the area of ​​action, performance, video installation, photography, in which he is the protagonist. From 1989 to 1993 he attended the ceramics class at the SfGBern, from 1994 to 1998 he completed his studies at the Academy of Fine Arts in Karlsruhe with Prof. Harald Klingelh ller. He declares his particular interest in the work of Bruce Naumann.
His fetishist attitude is expressed towards the objects of domestic furniture, with which he dialogues, interacts, camouflages himself, but reaches the extremes of the cult in the collection of wigs, with multiple hairstyles, and evening and ceremonial dresses, in silk, brocade, organza, sequined, embroideries, arabesques or daywear with showy beach flowers or fifties / sixties style.
The artist is also interested in the hypnotic-mimetic fixity of the photographic image, in relation to the scrolling of the video band, sometimes accelerated in sequences that speed up the movements of her body to the limit of paroxysm and comic / dramatic effect.
In each of her works, Chantal Michel stages a game of absurdity, of disguise, of infantile regression, of romantic abandonment, of simulation. While portraying a panorama of clichés and social conditioning, where the object and the human subject, female in particular, are treated in the same way, it reveals the myriad of facets of one's personality and the spotlight of aspects that have been removed or in any case dissimulated. . Since 1994
in 2001, the year in which she was invited to the 49th Venice Biennale, she received awards and scholarships from Foundations, Cultural Institutes of Banks, International Video Festivals (Locarno and Geneva).