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Caio Garrubba, Pechino, 1 ottobre 1959, decimo anniversario della proclamazione della Repubblica Popolare Cinese. Ballo in Piazza Tienanmen, 1959

Stampa alla gelatina ai sali d'argento su carta baritata / Vintage gelatin silver print
Dimensioni / Size: cm. 23,9 x 35,9
Edizione / Edition: Vintage print


Caio Garrubba

Italia / Italy

Caio Mario Garrubba nasce a Napoli il 19 dicembre 1923 da genitori calabresi della provincia di Catanzaro (oggi di Crotone), consegue la maturità classica e quindi studia medicina prima, poi storia e filosofia nelle università di Napoli e Roma, dove ben presto si trasferisce. Incomincia nel 1953 l'intesa sua attività fotografica nel campo del fotogiornalismo (che cesserà operativamente nel 1990), cinque anni dopo aver lasciato definitivamente l'università e mentre era già impegnato politicamente (dal 1946) con il partito comunista collaborando con i giornali del suo sindacato CGIL e del relativo patronato (INCA). Nel 1952 parte per la Spagna dove inizia la sua carriera di fotoreporter; scatta le sue prime foto che saranno pubblicate sulla rivista il Mondo di Mario Pannunzio, una delle più importanti riviste del dopoguerra che aggregava e diffondeva le istanze intellettuali di quel periodo. Sarà da quel momento che Garrubba inizia anche la sua stretta collaborazione con la rivista di politica e cultura fondata da Elio Vittorini, Il Politecnico, e in seguito con il settimanale l'Espresso.
Le tappe dell'attività di Garrubba come fotografo furono diverse, dal suo iniziale e preponderante interesse per la fotografia iniziato in giovane età in Calabria, alla "formazione" della cosiddetta "scuola romana" con la realizzazione di una sodalistica agenzia fotografica per il fotogiornalismo internazionale (Fotografi Associati), al matrimonio con una donna che l'accompagnerà per tutta la vita e che fu per il suo lavoro, la sua principale collaboratrice, al suo lavoro di fotogiornalista internazionale e la sua prevalente collaborazione con testate non italiane.
Particolari sul suo interesse iniziale per la fotografia, li fornisce lui stesso in una intervista riportata dal Corriere della Sera, in cui dichiara che nacque fin da ragazzo quando negli anni che visse a Strongoli in Calabria, paese natale dei genitori, grazie alla vasta biblioteca di famiglia, contenente moltissimi libri d'arte, lesse di tutto : «non facevo che cibarmi dalla mattina alla sera di libri d’arte». Fondamentale poi, fu anni dopo, l'incontro con uno dei fotoreporter degli anni cinquanta, Plinio De Martiiscon cui dettero vita a Roma nel 1952 ad una cooperativa di fotografi che doveva sul modello della Magnum Photos fungere da agenzia fotografica internazionale. Con Garrubba e De Martiis si consolidò un gruppo di fotografi che divenne ben presto un importante riferimento del fotogiornalismo italiano, la cosiddetta "scuola romana", di cui fecevano parte Franco Pinna, Pablo Volta, Ermanno Rea, Antonio Sansone e suo fratello Nicola. Il sodalizio, che il fotografo stesso definisce in una intervista «di tipo sovietista» dura quasi un anno sciogliendosi nel 1954 per mancanza di fondi.

Una tappa importante della vita sentimentale e lavorativa di Garrubba è contrassegnata dall'incontro nel 1961 con Alla Folomietova (9 11 1931 – 4 1 2019). In Polonia per la realizzazione di un reportage, il fotografo conosce Alla ad una festa a Varsavia. La conoscenza porta in poco tempo al matrimonio che durerà per quarantatré anni, ovvero fino alla scomparsa del fotografo. Subito dopo il matrimonio Alla diventa la principale assistente della vita lavorativa di suo marito fino ad accompagnarlo anche in tutti i suoi viaggi intorno al mondo per la realizzazione di servizi fotogiornalistici.
Con le sue macchine fotografiche, una Leica e una Rolleiflex, Garrubba gira l'Italia e molti paesi del mondo. Fotografa Napoli, il Sud Italia e specialmente la Calabria; Beirut, Istanbul, Ulan Bator; alcuni paesi del Maghreb (famoso il suo reportage a Casablanca in Marocco nel 1954 con la foto del militare della legione straniera e della giovane donna che lo bacia e l'abbraccia); diversi paesi dell'Est dietro la cortina di ferro, la Repubblica Democratica Tedesca, la Polonia, la Russia (famosa la sua foto realizzata nel 1957 in un mercatino degli uccelli in una Mosca innevata con una colomba bianca che fa capolino da una valigia, foto che piacque molto anche a Cartier- Bresson), la Cina, il Vietnam dove indirizza l'obbiettivo sulla gente comune e sugli aspetti della loro vita quotidiana, ma anche su personaggi della nomenklatura comunista come Mao Zedong, Kruscev e Breznev e Ho Chi Minh o il giovane Wojtyla in una processione quando era arcivescovo a Cracovia, sui quali realizza reportage esclusivi. I suoi reportage saranno pubblicati da riviste come Life, l'Espresso e soprattutto da Der Spiegel, con un susseguirsi di mostre in Italia e all'estero e con la realizzazione di libri fotografici.

Nel 1990 il fotografo, cessa dopo circa 45 anni, la sua attività di fotoreporter. «Si era stancato» dichiarò in una intervista. Continuerà comunque a pianificare e seguire le mostre personali e collettive come la «sua prima antologica italiana» nel 2005 a Roma: Fotografie 1953-1990.
Ha 92 anni quando, il 3 maggio 2015, Garrubba muore a Spoleto, città umbra in cui risiedeva da tempo.

 



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