Artista
Fine-Art Images Gallery

Alain Noguès, Mickey Mouse et Minnie sur le futur site de Disneyland à Marne la Vallée, 1985

Analogica, stampa ai sali d'argento e viraggio al selenio / Analogue, gelatin silver print and selenium toning
Dimensioni / Size: 40 cm. x 60 cm.
Edizione / Edition: Open Edition
Courtesy: Fine-Art Images Gallery

Parigi 1960-2019

Fedele alla linea dei fotografi umanisti, Alain Noguès presenta una testimonianza autentica e fresca della sua epoca.
La luce delle foto è dolce, i loro bianchi e i neri si fondono in mezzetinte che mettono in rilievo ogni dettaglio immortalato dalla macchina fotografica.
Uno sguardo ineludibile sulla Parigi tra gli anni ‘60 et ‘80 che, con un leggero onirismo (mai malinconico), ci fa passeggiare sui sorrisi dei bambini o al ritmo di Minnie e Topolino a Marne la Vallé (Disneyland Paris).

Paris 1960-2019

Faithful to the line of humanist photographers, Alain Noguès presents us an authentic and fresh testimony of his time.
The light in the photos is soft, their blacks and whites blend into half tones that highlight each detail captured by the camera.
An inescapable look at Paris between the 60s and 80s, which, with a slightly dreamlike (never melancholic) quality, takes us for a walk on children's smiles or on the rhythm of Minnie and Mickey in Marne la Vallée (Disneyland Paris).


Alain Noguès

Francia / France
http://www.alain-nogues.com/

Originario di Tolosa, ho scoperto la fotografia nel 1956 presso il Centro di Cultura e Gioventù di Annecy (Alta Savoia). È stato ad Algeri che ho comprato la mia prima fotocamera, una Rolleicord 8x6, con la quale ho realizzato la serie di foto in formato quadrato che presento a MIA 2020.
Tornato a Parigi nel 1960, decisi di lasciare una professione sicura per apprendere le tecniche di stampa fotografica presso l'agenzia Keystone.
Spronato da questa esperienza, ho iniziato à lavorare nel famoso laboratorio Pictorial Service, frequentato all'epoca da fotografi come R. Doisneau, H. Cartier Bresson, M. Riboud.
Nel 1963, un viaggio in Algeria mi ha permesso di realizzare cartoline per l'Ufficio nazionale del turismo algerino. Una volta rientrato a Parigi ho iniziato diverse serie fotografiche con tematiche piuttosto eterogenei: le corse dei cavalli per la rivista Tiercé, reportages sulle industrie et il mondo industriale per “Entreprises” de Réalités, la fine delle riprese del film « Pierrot le fou » di Jean Luc Godard …
Fin dall’inizio, mettevo a frutto i miei momenti liberi, ispirandomi ad artisti quali R.Doisneau, W.Ronis, E.Boubat. Andavo per le strade cercando situazioni poetiche nell’insolito della vita di tutti i giorni. Cercavo di catturare momenti forti e rivelatori per comporre immagini ben costruite. Il mio sguardo sul mondo è sempre stato curioso, a volte malizioso. La mia sensibilità si riflette sull'attenzione che do agli altri. Lavoravo in analogico e i negativi venivano sviluppati in laboratorio.
Il 1966 segna una tappa importante: la mia prima paternità. Questo evento mi ha portato verso un’evoluzione del mio lavoro fotografico in quanto freelance per le agenzie. Nel 1966 ho collaborato con Reporters Associés, nel 1971 con Gamma et il 13 maggio 1973 sono diventato co-fondatore di Sygma. Un’avventura durata 29 anni.
L’arrivo del digitale negli anni ‘90 ha stravolto le abitudini della mia professione. Da parte mia, i dubbi e le angosce di non avere il coraggio di cambiare il mio strumento prediletto erano restrittivi per la mia professione. Ma nel 2004 « passo le porte» del digitale. È con un po' di nostalgia che conservo i documenti digitali come se fossero negativi.
Molte cose hanno sconvolto il mio universo fotografico ... “Tutto ciò non mi impedirà di interrogarmi, di credere in ciò che sto facendo, di voler catturare in immagini eventi, disuguaglianze, cambiamenti, gioie e dolori ...”. A. Noguès

Originally from Toulouse, I discovered photography in 1956 at the
Annecy Culture and Youth Center (Haute-Savoie). During my military service
in North Africa I had the opportunity to subscribe to several specialized
photography magazines. It was in Algiers that I bought my first camera, a
Rolleicord 8x6, with which I made the series of square format photos that I
will present at MIA 2020.
Back in Paris in 1960, I decided to leave a safe profession to learn
photo-printing techniques at the Keystone agency. With this experience, I
started working in the famous Pictorial Service laboratory, frequented at the
time by photographers such as Robert Doisneau, Henri Cartier Bresson, Marc
Riboud.
In 1963, a trip to Algeria allowed me to make postcards for the
Algerian National Tourism Office. Once back in Paris I started several
photographic series with rather heterogeneous themes: horse races for Tierc 
magazine, reportage on industries and the industrial world for "Entreprises"
de R alit s, the end of the filming of "Pierrot le fou" by Jean Luc Godard...
From the beginning, I put my free moments to good use, inspired by
artists such as R.Doisneau, W.Ronis, and E.Boubat. I went on the streets
looking for poetic situations in the unexpected moments of everyday life. I
tried to capture strong and revealing moments to compose well-constructed
images. My gaze on the world has always been curious, sometimes
mischievous. My sensitivity is reflected in the attention I give to others. I
worked in film photography and the negatives were developed in the
laboratory.
1966 marks an important stage: my first paternity. This event led me
towards an evolution of my photographic work as a freelance for agencies. In
1966 I collaborated with Reporters Associ s, in 1971 with Gamma and on 13
May 1973 I became co-founder of Sygma. An adventure lasting 29 years.
The arrival of digital images in the 90s upset the habits of my
profession.
For my part, doubts and anxieties related to the change of my
favourite tool are restrictive. But in 2004 I passed the digital "doors". Today,
with a little nostalgia, I keep digitals documents as if they were negatives.
Many things have upset my photographic universe ...
"All this will not prevent me from questioning myself, to believe in what I am
doing, to want to capture events, inequalities, changes, joys and pains in
images...". A. Noguès



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