NYLON – ULDERICO TRAMACERE

Ulderico Tramacere, Danza macabra 7, 2017, stampa giclée, cm 90x65, ed. 2/3, Courtesy A100 Gallery

Negli spazi dedicati alla fotografia d’arte dell’Università Bocconi, dopo Liu Bolin MIA Photo Fair presenta dal 30 gennaio al 27 novembre 2020 la mostra personale Nylon dell’artista Ulderico Tramacere, in collaborazione con A100 Gallery.

Attraverso il racconto dell’espianto degli ulivi nel Salento, rinunciando però al mero taglio reportagistico, Tramacere coglie l’occasione per dare pienamente spazio alla sua poetica, liberando le immagini dalla propria contingenza e inserendole in una visione lirica che fa dell’identità e del pudore le sue cifre essenziali.

Tredici fotografie in bianco e nero narrano con profonda solennità il dramma dell’espianto e dello stallo di una identità forte, mentre il velo che li avvolge fa intravedere le pose improbabili di questi giganti millenari; i solidi nodi del legno diventano evanescenti, come nuvole da risignificare: è proprio questo il ‘gioco’ semantico operato dall’autore nell’attribuzione dei titoli alle opere.

Gigliola Foschi sull’artista: “Le sue immagini si impongono per la loro essenzialità poetica, per la loro capacità metaforica di comunicare (…) le fotografie di Tramacere compongono una sorta di inquietante e affascinante danza macabra; ci fanno avvertire il grido di dolore di una natura sempre più dominata dall’uomo ma, al contempo, ne fanno emergere la forza arcaica”.

La forza dei soggetti, ieratici e cangianti, sono come protetti dallo sguardo premuroso dell’artista, che attraverso il velo conduce una doppia operazione: da un lato, recupera il pudore dello sguardo di fronte al dramma (la latina Pietas); dall’altro, riflette sulla pretesa di verità del sistema-informazione. Citando l’autore: “Un racconto vero e obiettivo non è possibile. Il mio nylon distacca, ma non nasconde. E le ‘aberrazioni’ sono costitutive di ogni narrazione: io ne faccio una cifra stilistica, anziché credere nella ‘pulizia’ di un’immagine che pretende di dire la verità”.

Con questo progetto Tramacere conclude infatti la trilogia Film plastici, legandola ai progetti del 2016 Cellophane (che prende avvio dal dramma dei migranti alla frontiera greco-macedone) e Pluriball, sviluppato a partire dalle devastazioni del terremoto nell’Italia centrale.

BIOGRAFIA

Ulderico Tramacere è un artista che utilizza la fotografia come linguaggio d’arte contemporanea. Di recente esposizione i progetti “Tramaceromachia”, vincitore presso SIFEST 2019 a Savignano sul Rubicone; “Nylon”, esposto nel 2019 presso Red Lab Gallery e già vincitore nel 2018 del Premio RAM Sarteano; “Arneo”,presenteinPropostaMIAnel2017,espostoaLecce,Roma,Milano, Modica, Siracusa e Lugano.

Tra le sue pubblicazioni, spesso in dialogo con la storia letteraria, il manifesto “Gatto Nero”, presentato con Henry Beyle presso il Salone del Libro di Torino 2019; “Arneo” (Ed. Grifo, 2015) con la prefazione di Ferdinando Scianna. Dai precedenti lavori: “Film plastici” (2016-2018); “Lente di Fresnel” (2004-in progress); “Liber Monstrorum de diversis generibus” (2012). 
Le sue opere compaiono in alcune collezioni pubbliche e private, tra cui fondazioni, istituzioni eprestigiose strutture ricettive.

 

Università Bocconi – Bocconi Art Gallery
foyer della sala ristorante (piano seminterrato)
Via Sarfatti, 25 – Milano

Dal 30 gennaio al 27 novembre 2020
per accedere scrivere a eventi@unibocconi.it

Ingresso gratuito

LIU BOLIN. LA FORMA PROFONDA DEL REALE

 

 

 

 

Liu Bolin, Piazza di Spagna, Roma, 2018. Courtesy: Boxart Galleria d’Arte.

 

MIA Photo Fair presenta nello spazio dedicato alla fotografia d’arte dell’Università Bocconi, la mostra personale dell’artista Liu Bolin, “LA FORMA PROFONDA DEL REALE” in collaborazione con la Boxart Galleria d’Arte di Verona.

«Nella dialettica tra pittura e fotografia, un comune denominatore, una identica matrice linguistica [è] la prospettiva».  Questa intuizione teorica di Daniela Palazzoli, che identifica nella prospettiva il cromosoma alla base del codice genetico di un’immagine, coincide casualmente con l’anno di nascita, nella provincia orientale dello Shandong, dell’artista cinese Liu Bolin: il 1973 appunto.

L’ormai nota distruzione del villaggio Suojia, in cui l’artista viveva a nord-est di Pechino, venne ordinata dalle autorità governative il 16 novembre 2005, segnando il momento decisivo in cui Bolin fece ricorso alla matrice prospettica per creare l’immagine che ha dato origine alla serie di scatti intitolata Hiding in the city (Nascondersi nella città).

Tracciando in maniera rudimentale sul proprio corpo le linee delle macerie del suo quartiere, in virtù della loro convergenza con il punto di fuga dall’ottica della fotocamera, Liu Bolin ottiene un’immagine in cui l’elemento perturbativo dello spazio, rappresentato dalla propria fisica tridimensionalità, costringe lo spettatore a soffermare lo sguardo su quella esatta porzione di realtà.

[…] Liu Bolin inizia la serie Hiding in the City proprio “sulla strada”, o meglio tra le case in mattoni del Suojia Village Arts Camp, un tempo sede di un centinaio di studi di artisti tra cui quello di Bolin, agli esordi della sua carriera. […] L’immersione solitaria, silente attrattiva per l’osservatore, di un uomo in carne ed ossa fuso con il panorama genera un pathos in netto contrasto con la superficialità anaffettiva con cui spesso, inevitabilmente, viene recepito l’eccesso d’immagini che sommergono l’Epoca contemporanea. La forma performativa prescelta è rimasta pressoché invariata in quanto funzionale al tentativo di oltrepassare i limiti fisici della resistenza umana.

La personale negli spazi espositivi all’Università Bocconi di Milano offre una panoramica di questi luoghi, individuati dall’artista prima di tutto nel proprio Paese, poi anche in Italia, dove dal 2008 Liu Bolin è stato ripetutamente invitato dalla sua galleria di riferimento, e infine nel resto del mondo, fino a un totale di oltre duecento opere realizzate. […] Nascondere per rendere manifesto diviene l’escamotage che l’artista ha eletto come percorso per rendere persistente il richiamo al proprio pensiero sull’umanità. In fondo «vivere –scrisse Georges Perec– è passare da uno spazio all’altro, cercando il più possibile di non farsi troppo male».

 

Testo critico di Beatrice Benedetti.

 

Università Bocconi – Bocconi Art Gallery
foyer della sala ristorante (piano seminterrato)
Via Sarfatti, 25 – Milano

Dal 24 settembre 2019 al 15 gennaio 2020
Dal lunedì al venerdì: ore 9.00-20.00 / sabato: ore 10.00-18.00
Ingresso libero e gratuito

Bocconi – Patagonia di Niccolò Aiazzi

Circo de Los Altares, Campo de Hielo Patagonico Sur (Cile), 2019

Continua il sodalizio tra MIA Photo Fair e l’Università Bocconi di Milano con l’apertura della mostra Patagonia di Niccolò Aiazzi, visitabile ‪dal‬ ‪19 Giugno al 19 Settembre‬ presso lo spazio dedicato alla fotografia d’arte di ‪Via Sarfatti 25, Milano.‬

La Mostra: Luoghi fisici e meta-fisici, che trasmettono la forza e la potenza della natura ma allo stesso tempo la sua fragilità e i suoi limiti terreni. Si tratta infatti di paesaggi purtroppo in pericolo, che rischiano di essere distrutti o compromessi dalla civilizzazione e dall’inquinamento del mondo industrializzato. In un momento storico tristemente caratterizzato da cambiamenti climatici epocali, in cui la nostra sopravvivenza sul pianeta terra rischia di essere messa in discussione, il paesaggio da sfondo assume una centralità che è figlia della malinconia e di un senso di perdita.

Università Bocconi – Bocconi Art Gallery
Foyer della sala ristorante (piano seminterrato) Via Sarfatti, 25 – Milano‬
Dal 19 Giugno al 19 Settembre 2019‬
‪Dal lunedì al venerdì: ore 9.00-20.00 / sabato: ore 10.00-18.00‬
Ingresso libero e gratuito

Interno in surreale. Nelle opere di Luca Gilli

Luca Gilli_Orange_Un musée après #7466, 2014_Stampa giclée su carta Canson Baryta, ed.3+2 pa

MIA Photo Fair presenta  nello spazio dedicato alla fotografia d’arte dell’Università Bocconi, la mostra personale dell’artista Luca Gilli, Interno in surreale, in collaborazione con la galleria Paola Sosio Contemporary Art.

Come in un gioco di combinazioni possibili, le singole opere sono state qui mixate di serie in serie (Blank 2008-, Raw state 2013-, Un musée après 2014-,) accostando soggetti e riprese che in realtà sono distanti tra loro anche di anni, per creare un display espositivo fatto di accostamenti inediti.

È questo un grande valore dei corpus di opere che indicano la profondità della ricerca dell’autore: il fatto che, anche spostandosi da una parte all’altra di un pentagramma visivo, e di ricerche su temi differenti, gli accordi restano e suonano armonici. 

L’Eccellenza Nascosta. L’industria italiana tra 1978 e 1996 nelle fotografie di Edward Rozzo

Edward Rozzo, Sisas – Glowing Tubes, 1997, Giclée Print Omega Rag Fine Art 2018, 40x40cm

MIA Photo Fair presenta in questo spazio dedicato alla fotografia d’arte dell’Università Bocconi, la mostra personale dell’artista italo-americano Edward Rozzo L’Eccellenza Nascosta, L’industria italiana tra 1978 e 1996.

Dietro ogni prodotto dell’Eccellenza Italiana si cela l’Industria: dal food alla moda, dalle automobili all’aerospazio, ogni stabilimento e ogni settore si fonda sulla ricerca e sviluppo, sull’ingegneria, su calcoli di efficienza, su macchinari, sulla gestione manageriale e sul capitale umano rappresentato dalle moltitudini di persone provenienti da ogni parte del mondo..

Questa realtà industriale, un insieme complesso di competenza e creatività, determinazione e coraggio, capacità e visione, rappresenta il mondo nascosto dell’Eccellenza Italiana. Un ambiente affascinante, visivamente pieno di mistero, colore, forme e materia prima, che si manifesta nelle fotografie di Edward Rozzo.

MIA Fair

Announcement MIA Milan Image Art Fair 2021 APPLICATIONS OPEN The fair will run in Milan from 25 to 28 March @ SUPER… https://t.co/LtCf6WQcVg

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MIA Fair

CANCELLED MIA PHOTO FAIR 2020 The tenth edition is postponed to 25 – 28 March 2021 in the newly born location of SU… https://t.co/oxW5uZ6bEg

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MIA Fair

MIA PHOTO FAIR 2020 - ONLINE TICKETS AVAILABLE Celebrate with us 10 years of great photography. Make an artsy gift!… https://t.co/fHgo0YPwWd

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MIA Fair

MIA PHOTO FAIR 2020 It's the British photographer Rankin the artist chosen to give a new “visage” to the X edition… https://t.co/UccCIZZ5xd

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